Ultima occasione per salvare il clima, anche un team building Eco-Sociale può aiutare
Oggi in Sud Africa si sta svolgendo la Conferenza Onu, “l’ultima occasione per salvare il clima”, in cui si stanno rinegoziando accordi di Kyoto sull’emissioni di gas. E’ importante capire che nel nostro piccolo, tutti possiamo contribuire a tutelare il nostro ecosistema. Anche un team building eco-sociale, può essere un buon punto da cui partire. Vi presentiamo due team building il cui scopo è sensibilizzare le persone al tema del riciclo.
I rifiuti possono acquistare un senso nuovo, rivelando inedite possibilità di riutilizzo.
Recycle vuole essere un’esperienza, un evento, da fare insieme per creare oggetti utili, opere d’arte, strumenti musicali e performance artistiche, ma anche un momento di consapevolezza sul mondo che verrà. Stimolante esempio di social team building
. L’arte del riciclo. Il riciclaggio artistico, o creativo non è pura e semplice arte d’accatto, ma un vero e proprio stile di vita che ha come scopo quello di ridurre l’impronta ambientale di chi lo abbraccia; un simpatico intrattenimento per i bambini che da un lato imparano ad acquisire una coscienza ecologia e dall’altro allenano il cervello, divertendosi. Dietro una bottiglia di plastica o di vetro esiste un mondo fantastico che noi nemmeno immaginiamo.
Vi siete mai seduti su una poltrona di cartone? Avete mai usato un copertone come portariviste? Avete mai ricavato uno strumento musicale da una cassetta della frutta?
Il riciclaggio creativo non è tanto un’intuizione geniale fine a se stessa, quanto la consapevolezza che la riduzione degli sprechi passa anche attraverso l’arte. Ma l’arte, capiamoci bene, non è solo quella delle mostre; è anche quell’atto quotidiano arguto ed intuitivo in grado di intravedere, oltre l’immediatezza delle cose, una nuova utilità negli oggetti che non sembrano averne più una.
Ancora di più, l’arte diventa uno strumento di comunicazione potente attraverso il quale lanciare messaggi forti, distribuire consapevolezza, educare a un consumo critico, consapevole, ad una coscienza ecologica robusta
Il riciclo diventa un gioco.
Re-Boat Race è una prova sportiva, artistica, manuale, ma soprattutto ecologica. I team realizzano la propria barca usando esclusivamente materiale riciclato: bottiglie di plastica, lattine, buste del latte e tutto quello che può servire per costruire un natante.
Le squadre si sfidano, nel gran finale, in un’appassionante gara in acqua di fiume, di mare, di lago o di piscina. Questo team working ottiene dai partecipanti il massimo coinvolgimento sul piano fisico, emozionale ed “esperienziale”.
Un team games ma anche un teambuilding per la dinamicità e la capacità del gruppo di raggiungere un obiettivo.. che fa acqua da tutte le parti!
Il gruppo crea, costruisce, si diverte, comunica, inventa, interagisce. Si genera quindi un coinvolgimento attivo e multisensoriale, ricco di emozioni. Ma ciò che rende questo team building unico è la consapevolezza dei partecipanti su cosa vuol dire abbandonare anche solo una bottiglia di plastica in mare.
Per ulteriori informazioni contattaci allo 06 95216074 o compila il modulo di richiesta informazioni, potremo progettare per la tua azienda un team building sociale anche nel periodo Natalizi.
BABBO NATALE PER UN GIORNO
Anche noi di Sunny Way vi invitiamo a partecipare all’iniziativa Babbo Natale per un giorno. L’invito arriva dalla Fondazione “aiutare i bambini”, che destina i fondi raccolti al progetto “Cuore di bimbi”, per operare i bambini con patologie cardiache dei Paesi più poveri del mondo. Ogni anno, nel nostro pianeta, nascono un milione di bambini affetti da gravi cardiopatie, di cui 800.000 hanno poche speranze di sopravvivere perché nel loro Paese mancano i medici o le strutture ospedaliere per operarli.
Per questo “aiutare i bambini” attraverso il progetto “Cuore di bimbi” dal 2005 realizza missioni di medici italiani volontari all’estero in Paesi come India, Nepal, Kazakistan, Uzbekistan e Cameroun, mentre altri bambini vengono portati in Italia. In questo modo sono già stati operati 350 bambini cardiopatici, e altre migliaia sono stati visitati e hanno avuto una diagnosi corretta e una cura.
Se volete anche voi partecipare alla donazione, avvicinatevi sabato 26 e domenica 27 novembre a uno dei180 banchetti allestiti nelle principali piazze italiane (volete sapere dove? guardatelo sul sito di “aiutare i bambini”). I volontari vi regaleranno un cuore speciale da appendere all’albero.

Molti testimonial hanno aderito anche quest’anno, indossando il cappello di Babbo Natale, simbolo dell’iniziativa.
La Fondazione “aiutare i bambini” è una ONLUS laica e indipendente, nata nel 2000 per aiutare e sostenere bambini poveri, ammalati, senza istruzione, sfruttati ed emarginati, con la realizzazione di progetti sanitari, di educazione, di emergenza, di accoglienza e di adozione a distanza. In undici anni di attività ha finanziato più di 800 progetti di aiuto in 69 Paesi, in Italia e nel mondo, portando sostegno a oltre 770.000 bambini.
Il Team building sociale
Le aziende hanno utilizzato per decenni i team building per promuovere il senso di collaborazione tra i dipendenti, ma ponti tibetani o guide bendate stanno ormai diventando esperienze datate. Oggi sempre più aziende si stanno rivolgendo a progetti di volontariato per motivare il personale e nello stesso tempo per fare qualcosa che rimanga come segno forte del lavoro di squadra. Pensate anche all’impatto emotivo di un team-building: quanto più forte è, tanto più l’esperienza vissuta diventa memorabile. Abbiamo visto partecipanti a team building sociali fare cose che non immaginavano possibili per aiutare gli altri. Nel farlo, sono diventati team uniti, organizzati e sicuri dei propri mezzi, hanno avuto modo di conoscere e superare i propri limiti e di capire sé stessi. Posso senz’altro affermare che lavorare nel sociale è un acceleratore del team-building e dà un senso di appartenenza aziendale molto forte. Oltre a fare del bene a persone meno fortunate, questi progetti hanno fatto molto bene anche organizzazioni che vi partecipavano.
“Abbiamo subito scartato l’idea di una giornata in un parco avventura o di una indagine da detective, volevamo qualcosa per aiutare una ONLUS che ci ha fatto conoscere Sunny Way” ha detto Chiara Biondaro Responsabile Sviluppo Risorse di Argol Air Logistics. Come risultato, i 50 partecipanti del team building “Bikes for children” hanno costruito biciclette per ragazzi che hanno poi regalato a un gruppo di bambini di una ONLUS nostra partner.
“Abbiamo dovuto montare ruote e campanelli”, ha detto Chiara “Abbiamo effettivamente dovuto capire come organizzarci per lavorare intorno alla bicicletta, dovendo per forza aiutarci nelle varie fasi del montaggio: un vero e proprio lavoro di squadra”.
L’esperienza di Chiara è tutt’altro che unica, il numero di società che ci chiede di fare qualcosa di utile dedicando un pomeriggio o anche un giorno intero nel corso di un off-site meeting o una convention per costruire una cameretta per bambini, o un parco giochi o dipingere un’aula scolastica è in aumento.
E’ indubbio che le aziende vedono in questa esperienza anche un ritorno d’immagine, una sorta di marketing esperienziale che può mettere in buona luce il brand all’interno come all’esterno dell’azienda.
Secondo lo Studio Corporate Citizenship Cone, l’86% dei consumatori americani che hanno risposto ha detto che erano più propensi a comprare un marchio associato a una causa, se il prezzo e qualità dei prodotti erano uguali.
“La gente in generale non ha molta fiducia nelle imprese”, dice Charles Moore, direttore esecutivo del Comitato per la Solidarietà Sociale, un gruppo no-profit focalizzato sulle donazioni aziendali. “Le aziende stanno prendendo la loro filantropia più sul serio, e ci sono vantaggi commerciali per le prestazioni sociali. Il team building sociale è ormai diventato un fenomeno. Il volontariato in squadra motiva le persone molto di più”.
“I giovani di oggi e di nuovi lavoratori sono alla ricerca di organizzazioni che realmente dimostrano i valori fondamentali”, ha detto Sharon Allen, presidente di Deloitte & Touche. In occasione della riunione annuale di Deloitte lo scorso novembre, circa 250 partecipanti hanno costruito un parco giochi in un quartiere degradato. Allen ha detto che molti dipendenti non hanno avuto la possibilità di parlare e conoscersi l’un l’altro mentre erano in ufficio, ma lavorare fianco a fianco su un progetto di volontariato ha dato loro la possibilità di costruire relazioni che hanno migliorato la loro comunicazione e la produttività quando sono tornati in ufficio.
Per concludere, ecco in poche parole a chi vanno i benefici di un social team building:
all’impresa: acquisire consapevolezza della propria responsabilità sociale, sviluppare il lavoro di gruppo e l’autostima dei propri collaboratori.
al personale: arricchire le competenze esistenti, stimolare il problem solving, essere più consapevoli del lavoro delle ONLUS e di quante persone (specie bambini) hanno bisogno d’aiuto.
alla comunità: creare una nuova energia per risolvere i problemi di tutti, contribuire a dare un significato diverso alla società e l’economia.
Sunny Way srl offre una grande varietà di team building sociali in base alle esigenze della Vostra azienda.
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La khettara di Bourchouk
Team building sociale, vuol dire riscoprire il piacere di “fare per gli altri”. Una sensazione che sta alla base, o dovrebbe stare, di tutti i team building ed i lavori di gruppo (team working).
Abbiamo selezionato per voi un video, La khettara di Bourchouk, dove si presenta un lavoro svolto dalla onlus “bambini nel deserto”, presentato da Mediterraneo Rai, alla scoperta dell’acqua attraverso un lavoro di ingegneria locale ed internazionale.
Le Khettara sono gallerie drenanti, simili alla rete di cunicoli della Roma Imperiale. Per 30 giorni, un pugno di uomini, hanno scavato per ritrovare l’acqua e farla scorrere nuovamente nelle antiche canalizzazioni locali, inserendo dei miglioramenti che impediscano l’insabbiamento e la chisura delle antiche gallerie.
In questa parte del Marocco, con le pietre del posto, si interviene per riportare l’acqua ed i canali a cielo aperto, per ritrovare i campi e rinvigorire l’antico palmeto, favorendo il ripristino dell’economia locale.
BIKE4AFRICA: avventura nel deserto
Che cos’è BIKE4AFRICA?
Bike4Africa è una avventura che 4 moto compiranno attraversando diversi paesi africani. E’ un viaggio che si concluderà con la consegna di queste moto ai medici tuareg dell’Ospedale di Agadez in Niger, affinchè questi possano raggiungere i loro pazienti nelle zone piu’ remote ed impervie. Questa avventura sarà costellata da una serie di eventi per promuovere l’iniziativa, sensibilizzare le persone e raccogliere fondi per finanziare sia la consegna delle moto che una serie di progetti di microcredito in Africa.
I Paesi che verranno attraversati dai motocilcisti saranno: Marocco, Mauritania, Senegal, Mali, Burkina Faso, Ghana, Togo, Benin, Niger per un totale di oltre 14.000 Km.
Team building verde
AGRICOLTURA: nei benefit aziendali l’orto sostituisce la palestra
12:56 03 SET 2010
(AGI) – Roma, 3 set. – Cresce la moda di fare agricoltura in azienda. Manager e relativi collaboratori che “lavorano la terra” sono l’ultimo trend americano, esportabile in Italia.
Confagricoltura sottolinea quanto l’attenzione al settore sia in crescita costante: “Dopo l’orto di Michelle Obama, il progetto di ridare vitalita’ economica alla citta’ di Detroit, l’agricoltura verticale e il “window farming” (la coltivazione degli ortaggi sulle finestre) si lavorano anche i giardini e gli appezzamenti attorno alle fabbriche. Insomma, l’agricoltura diventa un benefit, non solo palestra aziendale, ma agricoltura in azienda”. Cosi’ si economizzano le spese dei seminari di “team building”: coltivare l’orto aziendale crea una squadra unita perche’ si lavora insieme, senza far caso al livello o allo stipendio, attenti a far crescere bene pomodori, zucchine o lattuga con il vantaggio di avere, soprattutto nelle aziende che consentono turni per questa attivita’ agricola, impiegati che alcune ore alla settimana si dedicano a questa impresa nell’impresa. Un “benefit aziendale” che si affianca o, perfino, sostituisce il fitness fisico delle palestre con una soddisfazione “naturale” che da’ benessere psicologico. Cosi’ il prato davanti alla Timberland e’ diventato un Victory garden (giardino della Vittoria) coltivato ad ortofrutta, venduta ai dipendenti. Il denaro raccolto e’ stato donato alla Banca del cibo del New Hampshire. In California i dipendenti hanno il vantaggio di raccogliere prodotti freschi: le piccole aziende offrono agli impiegati una scelta di frutta e verdura di stagione da preparare per cena. Si fa cosi’ nel quartier generale della PepsiCo, alla Toyota in Kentucky, a Google e Yahoo. A Minneapolis, infine, una compagnia di relazioni pubbliche ha aperto un “ranch” aziendale dove i dipendenti lavorano addirittura insieme alla famiglia e ai clienti. “La nostra raccomandazione ai manager-agricoltori – commenta Confagricoltura – e’ quella di usare in modo corretto concimi, fertilizzanti ed antiparassitari, seguendo le istruzioni sulle confezioni e avvalendosi della consulenza di tecnici. Per aver la certezza di produrre alimenti sicuri”.
Let s Colour Project
| Euro RSCG London, per conto dell’azienda di vernici Dulux, ha realizzato questo spot molto coinvolgente. Il video è stato girato in diversi paesi (Brasile, Inghilterra, Francia, India…) ed ogni location è stata realmente dipinta utilizzando circa 120 colori diversi. Lo spot (realizzato dal regista è Adam Berg) si inserisce nel Let’s Colour Project, operazione che promuove la trasformazione degli spazi grigi urbani in aree colorate. Sunnyway ha aderito al progetto! stiamo cercando il posto giusto per metterlo in atto. Sarà una performance aperta a tutti, privati e aziende. Alle aziende offriamo la possibilità di un’esperienza di social team building unica e gratuita! Chiediamo solamente un’offerta facoltativa per aiutare a comprare vernici e rulli. Il nostro lavoro di organizzazione e di logistica sarà a costo zero, offriamo la nostra esperienza e il nostro lavoro per cambiare faccia ad un quartiere degradato. Ci riaggiorniamo su queste pagine se il progetto prende piede. Scriveteci se volete partecipare o se conoscete il posto giusto da trasformare. A presto! |
Turismo emozionale
Guide interattive per un turismo emozionale: il <a href=”http://www.ghnet.it/guide-interattive-per-un-turismo-emozionale-il-caso-whaiwhai/”>caso Whaiwhai</a>L’anno scorso l’artista inglese Christian Nold – designer ed educatore impegnato nello sviluppo di nuovi modelli di partecipazione a rappresentazioni collettive – ha sviluppato un dispositivo GPS capace di registrare la sudorazione corporea del viaggiatore al momento della digitazione sul ricevitore e di misurare, in un secondo momento e tramite l’utilizzo di apposita strumentazione, l’alterazione emotiva del turista nei luoghi visitati.
L’Emotion Mapping di Nold ha ispirato, in Italia, la nascita di Emomapper: le tecnologie dell’informazione geografica unite alle piattaforme di comunicazione e interazione del web 2.0 hanno dato vita a una mappa emozionale di Firenze (per ora unica città italiana a ospitare l’iniziativa) che, come una nube, avvolge la città indicandone i luoghi che i turisti hanno scelto di commentare.
Se fino a qualche anno fa il turismo culturale tradizionale dettava agli operatori turistici le regole di un gioco poco creativo – condurre l’utente finale alla “conquista” del nuovo territorio attraverso la visita a siti e monumenti di rilievo – oggi, invece, la partita si gioca su un piano del tutto differente: quello esperienziale/emozionale. L’interazione tra visitatore e città, anche grazie all’avvento delle nuove tecnologie, diventa sempre più importante nell’ottica di un turismo “creativo” che alla velocità della fruizione digitale unisca la profondità dell’esperienza umana. Whaiwhai, la prima guida italiana alle città d’arte pensata come una caccia al tesoro, è l’originale idea imprenditoriale che a breve raggiungerà anche New York. Abbiamo intervistato Tomas Barazza, Amministratore Delegato della Log607 l’azienda trevigiana produttrice Whaiwhai che utilizza il gioco e la narrazione per creare esperienze innovative e avventure pervasive.
Dott. Barazza, cos’è Whaiwhai? Whaiwhai è una guida interattiva che trasforma il viaggio in una caccia al tesoro. Nata nel 2008 esclusivamente per Venezia (ora è disponibile anche per Milano, Verona, Roma e Firenze – ndr), rispetto alle guide tradizionali necessita dell’utilizzo di un normale cellulare.Trovi l’articolo anche su team building news








